Le novità sulle Città Metropolitane, Province e Unioni di Comuni

Halley Editrice – Matelica, 2014 – pp. 232

Autore: Alberto Barbiero (con contributi di Carmelo Bonaccorso, Filippo Corradini, Alice Volino, Margherita Bertin)

 

Città Metropolitane e Riforma Province – Estratto del volume

 

La necessità di un riassetto del sistema delle autonomie locali ha determinato, a distanza di quindici anni dal processo di riforma che ha condotto al d.lgs. n. 267/2000 (il Tuel), una revisione del ruolo delle Province, nell’ambito di un più ampio disegno di rimodulazione degli enti di area vasta, che ha compreso anche il “rilancio” delle Città metropolitane.

 

La linea di intervento tradotta nella legge n. 56/2014 appare, tuttavia, con figurativa di una “normativa-ponte”, in attesa di una più radicale trasformazione, incidente sul modello complessivo delle autonomie territoriali nel Titolo V della Costituzione.

 

La definizione delle Province come enti rappresentativi di secondo livello si fonda peraltro su una nuova connotazione funzionale, che focalizza il ruolo degli innovati enti su competenze delicate per i contesti territoriali di riferimento, valorizzando anche proiezioni collaborative in raccordo con norme di legge già consolidate (come quelle inerenti il ruolo delle Amministrazioni provinciali quali centrali di committenza e stazioni uniche appaltanti).

 

Proprio il raccordo tra i vari livelli istituzionali (a sostegno dell’attuazione concreta del principio di sussidiarietà dettato dall’art. 118 della Costituzione) viene ad essere evidenziato come filo conduttore degli interventi del legislatore per la razionalizzazione delle gestioni delle funzioni fondamentali (mediante il potenziamento delle Unioni di Comuni) e delle realtà di minori dimensioni (con maggiori incentivi ai processi di fusione).

 

Il nuovo quadro ordinamentale delinea peraltro riflessi sostanziali nel sistema dei servizi pubblici locali, a fronte di regole che individuano nel livello provinciale il dimensionamento minimo degli ambiti e dei bacini territoriali ottimali, ma anche di processi di riorganizzazione che vanno verso un più razionale disegno per gli enti regolatori.

 

Tutti questi aspetti sono oggetto dei contributi elaborati in questo volume, finalizzati a fornire una prima analisi non solo del dettato normativo della legge n. 56/2014, ma anche delle sue implicazioni per i contesti territoriali e socio-economici di riferimento.

 

Pur essendo il libro frutto di una riflessione e di un confronto comuni, i capitoli 1, 2, 3, 4 e 8 sono opera del dott. Alberto Barbiero, il capitolo 5 è opera dell’avv. Alice Volino, il capitolo 6 è opera dell’avv. Margherita Bertin, il capitolo 7 è opera del dott. Filippo Corradini e il capitolo 9 è opera del dott. Carmelo Bonaccorso.